Giorgio Canali

PROSSIME DATE

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06-01-2024 Bottega 26 Poggibonsi (SI)
12-01-2024 Fabrik Cagliari
13-01-2024 Alex Bar Ossi (SS)
19-01-2024 Rework Club Perugia
20-01-2024 Circolo Arci C.R.A.L. San Vito al Tagliamento (PN)
09-02-2024 Scumm Pescara
10-02-2024 CSA Sisma Macerata
01-03-2024 Arci Bellezza Milano
02-03-2024 Vinile Rosà (VI)
15-03-2024 The Cage Livorno
16-03-2024 VHS Scandicci (FI)
22-03-2024 Kalinka Dude Soliera (MO)
13-04-2024 Vidia Cesena
19-04-2024 Circolo Tre Rose Piacenza
28-04-2024 sgreXenda Carrè (VI)
25-05-2024 Morborock Morbegno (SO)
30-05-2024 Monk Roma
01-06-2024 BlackStar Ferrara
05-06-2024 Tatanka Bologna
07-06-2024 Terre d'Acquaviva Fontanelle d'Atri (TE)
11-06-2024 Firenze Ultravox
22-06-2024 Arci Festa - Circolo G.Monti San Miniato (PI)
10-07-2024 Arena del Mare - Porto antico Genova
27-07-2024 People Involvement Festival Frigento (AV)
31-08-2024 Brianza Velenosa Muggio (MB)

BIOGRAFIA

Dalla fine degli anni 70′ inizia a frequentare la scena musicale romagnola, dal punk delle prime esperienze con Potemkin alla ricerca sonora e alle sperimentazioni elettro/elettroniche con Roberto Zoli e Politrio nel panorama in fermento della musica anarco/indipendente di quegli anni, impara ad avere a che fare con il lato tecnico della cosa. È infatti come tecnico del suono che arriva a collaborare con Litfiba verso la seconda metà degli anni ottanta. L’incontro con Gianni Maroccolo, bassista del gruppo fiorentino, segna l’inizio di una collaborazione che dura negli anni, dalle produzioni di Beau Geste, Timoria, CCCP, alla partecipazione come musicista ad “Epica Etica Etnica e Pathos”, ultimo album del gruppo emiliano e punto di partenza di tutti i successivi progetti assieme a Ferretti, Zamboni, Magnelli, Di Marco e lo stesso Maroccolo, ovvero CSI, PGR e POST CSI.
Pendolare instancabile fra Italia e Francia, parallelamente alla nascita e alla crescita dei CSI, vive per cinque anni l’avventura Noir Desir, in qualità di tecnico del suono live e studio della band transalpina maturando una sensibilità musicale che lo riporta alle origini del punk e del rock senza fronzoli.
Nel 1998 esce il suo primo album “Che fine ha fatto Lazlotoz” per Sonica, etichetta del Consorzio Produttori Indipendenti, una raccolta di canzoni inedite, metà in italiano e metà in francese, che vede la partecipazione di quasi tutti i suoi illustri amici italiani e d’oltralpe. Nel 2002 è la volta del secondo album “Rossofuoco”, questa volta ci sono un po’ più di canzoni in italiano e un po’ meno di testi in francese, il titolo dell’album diventerà dal lavoro successivo il nome della band.
“Giorgio Canali & Rossofuoco” è, infatti, il titolo dell’album del 2004, pubblicato da La Tempesta Dischi, tutto in italiano come tutti quelli a venire, a cui fa seguito nel 2007 “Tutti contro tutti” dedicato a Federico Aldrovandi, il ragazzo appena diciottenne massacrato a manganellate e ucciso dalla polizia due anni prima a Ferrara.
Nel 2009 esce “Nostra signora della dinamite”. La pubblicazione del CD, che era già pronto l’anno prima, viene ritardata per la concomitanza con il tour di “Canzoni da spiaggia deturpata” di Le Luci Della Centrale Elettrica, album del 2008 prodotto da Giorgio, che accompagna Vasco Brondi per un centinaio di concerti.
Nel 2011 è la volta di “Rojo”, uscito sempre per La Tempesta Dischi.
Poi sono anni di concerti fino alla pubblicazione di “Perle per porci” nel 2016 per Woodworm, un album di cover di canzoni per lo più sconosciute, che sono una specie di antologia della storia musicale di Giorgio.
A questo seguono “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro” (2018), “Venti” (2020) e “Pericolo Giallo” (2023) pubblicati tutti per La Tempesta Dischi.
Una nota a parte merita l’attività di Giorgio Canali produttore. Tanta energia, poesia, creatività ed anarchica bellezza non poteva non essere immessa nei suoni di molti di quelli che sono divenuti, nel tempo, alcuni dei migliori artisti del rock italiano. Le sue mani sono in alcuni dei migliori lavori di Verdena, Le luci della centrale elettrica, Bugo, Marlene Kuntz, Tre allegri ragazzi morti, The Zen Circus.